Scandal

SCANDAL AD ART

Shonda Rhimes la conosciamo già: sceneggiatrice di quella perla del cinema americano che è il film di Britney Spears, nonché creatice di Grey’s Anatomy, di Private Practise e un altro paio di seriucole inutili che nessuno si è mai cagato. Poi vabbhè, da brava portatrice di ovaie, io stessa ero inizialmente una grande fan delle vicende del Seattle Grace Hospital, peccato che la loro deriva soap mi ha decisamente portato ad abbandonare prima ogni speranza sulla prematura morte di Meredith Grey e dopo l’interesse per le sorti di uno show che non è più riuscito a galvanizzare i propri ascolti se non piazzando una strage dei protagonisti ogni stagione.

Con queste premesse è ovvio che non avessi granché fiducia in un prodotto come Scandal. Tanto più che i promo della prima stagione puntavano tutto sulle immagini della protagonista in lacrime (!), chiusa in un angolo dello studio ovale (passatemi il termine angolo), mentre cerca di resistere ai baci del Presidente degli Stati Uniti d’America (!!) che, come se non bastasse, ha pure la faccia dello stronzo di Ghost (!!!). Dai, su.scandal 1Eppure poi capita che quei pochi che la vedono, di Scandal parlano assai bene. E non si tratta di giovani sgallettate dagli occhi perennemente a cuoricino, bensì di gente che ha gli stessi tuoi gusti, che non smette un attimo di declamare Utopia e Breaking Bad e disprezzare Glee, o Pretty Little Liars, o l’ultima stagione di Dexter. Insomma senti di poterti fidare. È così che scopri che Scandal non è uno di quelle serie da amore a prima vista. L’attaccamento cresce poco a poco nella prima stagione composta da soli 7 episodi e poi con la seconda pazzesca stagione da 22 ti travolge del tutto, con così tanta veemenza che se qualcuno dovesse pigiare d’un tratto il tasto di pausa e chiederti di fargli un riassunto di ciò che è successo sullo schermo nei precedenti 20 minuti non ti basterebbe una nottata.tumblr_m41akvFTWk1rw6xlno1_1280Anche perché non è facile rispondere alla domanda “ma di che parla Scandal?”. Non è un crime perché ci sono indagini, ma non ci sono poliziotti. Non è un legal perché ci sono avvocati, ma non ci sono processi. Non è una commedia romantica perché c’è una storia d’amore, ma non c’è mai un happy ending. Quindi, di che parla Scandal? Fondamentalmente, di Olivia Pope.ABC's "Scandal" - Season ThreeOlivia Pope (Kerry Washinton, manco a farlo apposta) è una risolutrice, una figura quasi mitica, metà grande avvocato e metà consulente politico dei sogni, che guida una sorta di task force di legali a cui gente facoltosa di Washington si rivolge per evitare di  lavare i propri panni sporchi sulla pubblica piazza o ancora peggio, finire in galera. I suoi fedeli e allenati “gladiators in suits”, come loro stessi si definiscono, sono in realtà ex-clienti danneggiati ai quali Olivia ha offerto una possibilità di ricominciare: il rigidissimo Harrison Wright (Columbus Short), dalla parlantina così spedita che è difficile stargli dietro; il tenero Huck (Guillermo Díaz), hacker brillante nonché ex-killer professionista con un sacco di segreti e problemi psicologici da affrontare; l’immancabile rossa, Abby Whelan (Darby Stanchfield); il pragmatico Henry Finch (Henry Ian Cusick, mai dimenticato Desmond si Lost che però ti potrai godere solo durante la prima serie) e, dulcis in fundo, la nuova recluta Quinn Perkins (Katie Lowes).KERRY WASHINGTON, KATIE LOWES, COLUMBUS SHORT, GUILLERMO DIAZ, DARBY STANCHFIELDA questo popò di team si rivolgono politici, celebrità, dittatori, agenti segreti, non scherzo quindi quando dico che in un solo episodio di Scandal possiamo trovare di tutto e di più: terza guerra mondiale, processi che si trasformano da una pena di morte e un’assoluzione completa, scandali sessuali che fanno impallidire Bill Clinton e Silvio Berlusconi, rapimenti, morti ammazzati, brogli elettorali, complotti internazionali e quant’altro.DARBY STANCHFIELD, KERRY WASHINGTON, COLUMBUS SHORT, GUILLERMO DIAZA tutto ciò aggiungiamo la sottotrama orizzontale in cui Olivia nasconde nientemeno che una ex relazione con il presidente degli Stati Uniti Fitzgerald Grant (Tony Goldwyn), relazione iniziata durante la campagna elettorale per cui lei stessa lavorava come consulente e di cui sono perfettamente al corrente sia la first lady Mellie (Bellamy  Young, un’autentica rivelazione, nonché personaggio preferito in assoluto) che Cyrus Beene, capo di gabinetto e di conseguenza, occhi, orecchie e braccio destro di Fitz (Jeff Perry).mellieA differenza di un Grey’s qualunque però, l’universo di Scandal non si consuma tutto tra scrivanie e camere da letto (o lettini da ospedale, per mantenere il parallelismo). Al di là infatti di un’unica tematica più da Harmony, che è sempre ben presente senza però fortunatamente occupare mai troppo il centro della narrazione, Shondona sembra aver ritrovato se stessa: da esperta navigata dei ritmi narrativi, riduce al minimo i tempi morti ed è capace di costruire montagne d’ansia e trepidazione per ogni singolo episodio conducendo di pari passo con cura maniacale l’approfondimento e la crescita di ogni singolo personaggio. E poi c’è lei, Kerry Washington, che con il suo broncio e il suo sguardo triste perenni è il grande punto di forza della serie, nonché una delle figure più sfaccettate all’interno del panorama seriale odierno.125040_6311_fulIn poche parole, fidati. Ignora quei promo orrendi e fidati. Con il suo essere un ottimo compromesso tra buon prodotto di consumo e gran bella scrittura, Scandal un bel recupero se lo merita tutto.Scandal-Cast-2

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