True Blood

truebloodNon sarebbe estate senza True Blood. Non solo perché, anche quest’anno, a differenza del caldo sole la sesta stagione non si è fatta attendere più di troppo per allietarci con la sua dose di sangue, sesso gratuito e accento del sud, ma anche perché una serie come True Blood è fin nella sua essenza legata all’afa, al sudore e soprattutto al trash di cui sono intrisi mesi come luglio e agosto, quel trash che porta la gente a indossare scarpe orribili come le Crocs, a rimpiangere ancora il Festivalbar e leggere di nascosto sotto l’ombrellone gli articoli di Cronaca Vera. Perché è inutile nasconderlo: quello che accompagna lo spettatore navigato di True Blood è un sentimento complesso, lo stesso che ti farà concludere la visione dell’episodio pilota esclamando il tuo più sonoro “che è stammerda?”, ma che ti porterà poi subdolamente a guardare anche il secondo, e dopo il terzo, e così via fino a finire in pochi giorni l’intera prima stagione tra fragorose risate, momenti di imbarazzo totale per la recitazione di alcuni attori e assetata curiosità nei confronti delle svariate e strampalate storyline lasciate in sospeso.trueblood2E dopo sei di stagioni le storyline in questa serie si sprecano. Partiamo però da quella principale, che dà il via a tutto il cucuzzaro: quella di Sookie Stackhouse (Anna Paquin), giovine e bella (crepaccio tra gli incisivi a parte, ovvio) cameriera bionda, e di conseguenza tanto innocente quanto allocca, che s’innamora di Bill Compton (Stephen Moyer), vampiro buono dal passato tormentato, finendo così per entrare sempre più profondamente in contatto con un mondo soprannaturale tanto attraente quanto pericoloso.Bill-and-Sookie-bill-and-sookie-2321777-800-533Ebbene sì, True Blood altro non è che la risposta di Alan Bell e HBO alla mania vampiresca degli ultimi anni. Tranquillo però, le affinità con Twilight e similari finiscono qui: nel mondo di True Blood, infatti, i vampiri non sbrilluccicano al sole bensì bruciano, ma soprattutto hanno fatto coming out, rivendicato i propri diritti civili e scatenato un acceso dibattito sociale. Ciò che permette alla specie umana di non andare in panico più del dovuto è l’introduzione sul mercato del Tru Blood, appunto, sangue sintetico che i coscienziosi vampiri possono ordinare in molti bar, per rifocillarsi senza bisogno di mordere giovani colli verginei.bscap0003Un inno alla tolleranza quindi? Forse, peccato che gli umani guardino comunque ai succhiasangue con sospetto e disgusto, anche un po’ a ragione visto che i nostri amichetti zannuti, oltre che fascinosi e malinconici immortali, sanno rivelarsi per le bestie senza scrupoli che sembrano, pronti ad approfittarsi dei più sprovveduti e ingenui per il loro egoistico e lussurioso piacere. Insomma, più che una trita e ritrita divisione tra buoni e cattivi, True Blood ci offre una visione d’insieme più complessa e stratificata, che poi è specchio fedele della realtà quotidiana in cui viviamo dove il rapporto con il diverso, le minoranze, l’amore interraziale sono argomenti molto lontani dall’essere affrontati con elasticità mentale.True-Blood-ep-11-Pam-arrestedImmagina poi di traslare il tutto tra gli ancora più coatti e bigotti confini del Sud degli States, a Bon Temps per la precisione, immaginaria cittadina della Louisiana, dove ogni metro quadro è intriso di superstizione, fanatismo religioso, razzismo e schiavitù. Qui il coccodrillo si mangia a colazione, i bar sono l’unico passatempo cittadino e le abitazioni sono tutte vecchie case di legno risalenti alla Guerra di Secessione. Uno strano limbo contadino, insomma, dove il tempo sembra essersi fermato e dove il progressismo dei vampiri è visto, se è possibile, come una minaccia ben superiore ai loro canini.true_blood_211_0214 (1)Ma parlavamo di svariate storyline… Eh sì, perché la cara vecchia cittadina di Bon Temps non è solo il teatro dell’amore infuocato tra un vampiro centenario e la sua amata. Credevi davvero che qualche accoppiamento selvaggio tra terra e sangue bastasse ad allietare i bollori estivi? Bon Temps è il luogo dove si riuniscono lupi mannari che si sbranano tra loro per futili motivi di successione, dove il sangue di vampiro si contrabbanda come lsd e porta i più deboli di mente a cadere preda delle proprie pulsioni, dove bastano pochi giorni per trasformare tutta la città nel più grande baccanale mai esistito, dove le fate (sì, le fate) si nascondono in uno strip-club invisibile in mezzo al bosco e sparano raggi luminosi dalle mani, dove baristi noiosi possono trasformarsi in animali ancora più noiosi e dove le attività gestite da vampiri sono nulla al confronto del Fangtasia del millenario vichingo Eric (Alexander Skarsgard) e la sua cazzuta progenie Pam (Kristin Bauer van Straten).TrueBloodS3_PIC3E anche così sto lasciando fuori tutte le storie deliziosamente trash legate a personaggi centrali come Jason (ryan Kuanten), Jessica (Deborah Ann Woll), Tara (Rutina Wesley) e Lafayette (Nelsan Ellis). Non credi sia ora di rimetterti in pari? D’altronde siamo solo a luglio, il sole scalda poco e niente, l’acqua del mare è ancora fredda e con la crisi che c’è meglio abbandonare l’idea di partire per mete esotiche. Prima della visione attacca il condizionatore però. Questa è una serie che si beve tutto d’un fiato, ma le vampate le farà solo aumentare.TRue-Blood

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3 thoughts on “True Blood

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