Veep

veep-season-2-official-poster-banner-promo-poster-08marco2013A pochi giorni dal giudizio che sta facendo ancora brindare mezza Italia, anche qui si torna a parlare di politica. Di quella americana in salsa seriale, ovviamente, che però mai come in questo caso trova punti di connessione con la nostra. Ti sarai reso conto anche tu di quanto gli Americani amino rappresentare la propria classe politica. Tralasciando come al cinema il presidente degli Stati Uniti sia sempre esempio di alto valore morale, coraggio e rara intellighenzia, la televisione ha saputo ammantare della stessa aurea virtuosa tutta l’ala ovest della Casa Bianca con quel capolavoro di scrittura che è The West Wing, per poi inzuppare tutto nel marciume con la tanto spietata quanto arguta corsa al potere di Kevin Spacey in House of cards. Nel bene e nel male quindi, finora si era sempre guardato alle dinamiche politiche dando per scontata una costante superiorità intellettuale di fondo. Ma pensa a quante e quali azioni (per quanto riguarda il panorama italiano poi c’è solo il gusto della scelta) si spiegherebbero con grande chiarezza se fossero attribuite alla semplice stupidità e incapacità delle parti in gioco. È in questo radicale cambio di prospettiva la quintessenza di Veep. In questo è nel fatto praticamente ovvio che i presidenti americani, al fine di farsi augurare una buona salute dalla nazione, si scelgano vice un po’ più fessi del normale.julia-louis-dreyfus_veepVeep è infatti l’abbreviazione di Vice Presidente, una carica più onorifica che altro, assunta in questo caso da una donna, Selina Meyer (un’incontenibile Julia Louis-Dreyfus) particolarmente incapace, al punto che il Presidente stesso non si limita a evitarla e tenerla all’oscuro delle decisioni più importanti, ma la usa come capro espiatorio per le cazzate più grosse messe in atto durante la sua legislatura. Selina dal canto suo, non riesce proprio ad ammettere a se stessa di valere quasi meno del più odioso e supponente stagista all’interno della Casa Bianca e continua a portare avanti un suo strampalato progetto di legge, il famigerato Clean Jobs, per mezzo del quale riesce a inimicarsi praticamente ogni singola lobby di Washington senza peraltro ottenere altro che una serie infinita di umiliazioni pubbliche e private.740604_1222467_3456x5184_1In questo è validamente supportata dal suo staff che sembra faccia davvero di tutto per creare ancora più casini: dal capo ufficio stampa Mike (Matt Walsh), un ubriacone irresponsabile che finge di avere un cane da accudire a casa per andar via prima dal lavoro e non smette di indebitarsi tra alimenti all’ex moglie, auto e barche nuove, al giovane e ambizioso Dan (Reid Scott), che come tutti i furbetti arrivisti si rivela quasi subito per il povero fesso che è, passando per Amy (Anna Clhumsky), il capogabinetto dedito al lavoro, ma non abbastanza intelligente da cercarsene un altro e Sue (Sufe Bradshaw), l’implacabile segretaria, nera, scontrosa e forse l’unica professionale.
veep (1)Storia a parte la fa Gary (Tony Hale), l’assistente personale di Selina: una specie di Dobby nerd devoto all’inverosimile alla sua padrona (e senza la quale tra l’altro Selina si sentirebbe davvero persa), pronto a vestirla, suggerirle aneddoti da usare nelle conversazioni più futili e procurarle qualunque cosa le serva grazie alla sua magica borsa da Mary Poppins (chiamata da tutti il Leviatano) dalla quale tira fuori di tutto, dai dossier segreti alle pillole anticoncezionali, al gradino di plastica sul quale far salire la Veep nel caso in cui il leggio dal quale deve parlare sia più alto del metro e venti.VEEP-Season-1-Julia-Louise-Dreyfuss-Tony-HaleA rendere tutto ancora più plausibile, una camera a mano segue gli attori dando alla serie le sembianze del mockumentary e riprendendo i personaggi nei peggiori momenti di estrema bassezza tra insulti, imprecazioni, discussioni a mezza bocca per ingannare gli elettori e frecciate senza mezzi termini. Il fatto è che nelle disavventure del Vicepresidente, tra senatori pervertiti, lobbisti al limite del mafioso, giornalisti pagati e blogger incontrollabili, ciò che più attrae è che si tratti di fatti assolutamente plausibili. Il bello di Veep infatti è saper mettere in scena il peggio della civiltà proprio tra quelli che la dovrebbero gestire mantenendo un ritmo quasi incessantemente serrato. La comicità non nasce solo dall’amoralità e dall’inettitudine dei personaggi, ma soprattutto dalle reazioni sferzanti a livello dialogico. E qui la prontezza arrogante delle figure al potere viene servita diligentemente dagli attori con tempi comici impeccabili. Lode quindi a tutti loro e anche ad Armando Iannucci (sangue italiano, of course), creatore di questo gioiello di satira claustrofobica: ha frantumato con stile il decoro diplomatico a colpi di cinismo e cattiveria e per questo noi gente abituata al massimo alle imitazioni di Crozza lo ringrazieremo sempre assai. Veep

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...