Girls

Girls_Serie_de_TV-683166605-largeLena Dunham: parliamone. Figlia d’arte, nata e cresciuta a New York, osannata dalla critica per aver scritto, diretto e interpretato Tiny Furniture, lungometraggio semi-autobiografico e indipendente, e sulla stessa scia, aver dato vita a Girls, serie tv tutta al femminile prodotta da sua maestà HBO e promossa a gran voce come “l’evoluzione di Sex and the City”. Una robetta che di recente le ha anche fatto festeggiare il suo 27esimo anno di età con il primo Golden Globe. Ora, è ovvio che con tutte queste premesse, io questa serie la dovessi proprio vedere. Ed è vero, Girls qualcosa in comune con Sex and the City ce l’ha: si svolge a New York ed è impossibile non detestare la sua protagonista.
Girls (1)Lena Dunham dice di parlare solo di ciò che conosce, ovvero, da quanto puoi evincere dalla visione della prima stagione di Girls, i ventenni viziati e senza spina dorsale che popolano New York. Gente presuntuosa, arrogante, egoista e incapace di stare al mondo. Lei stessa interpreta Hannah, la protagonista, una petulante e spocchiosa mocciosa extralarge fresca fresca di laurea che non solo si veste come non farebbe neanche Carrie Bradshaw cieca sotto acido, ma pretende di essere mantenuta dai genitori nel suo appartamento di Brooklyn fino a che qualche fortunato editore non si accorgerà di quale stella eccelsa sia come scrittrice.

girls_hannahAl suo seguito, le immancabili Samantha, Charlotte e Miranda della situazione, qua rispettivamente chiamate Jessa (Jemima Kirke), Marnie (Allison Williams) e Shoshanna (Zosia Mamet), tre sgallettate immature e depresse, incapaci non dico di portare avanti uno straccio di relazione mediamente sana o normale, ma neanche di far minimamente finta di provare interesse per qualunque essere umano, animale o vegetale al di fuori della propria stessa persona.girls-s2-high-resBè ma almeno ci sarà un sacco di sesso spinto, no? Signore e signori che come me siete stati instradati all’esistenza del coniglio o dei finti capezzoli dalle quotidiane performances della gagliarda signorina Jones, mi spiace deludervi. Le protagoniste di Girls sono quanto di più squallido e patetico anni di erotismo esplicito e liberismo sessuale abbiano mai generato: sono goffe e totalmente passive, non usano contraccettivi, non conoscono le malattie veneree (le cercano su Google, diosanto) e fanno sesso senza orgasmo, solo per soddisfare il primo coglioncello di turno che non si deve impegnare neanche più di tanto per averla.girls-adamNon è però tutto da buttare. Gli estimatori di Girls trovano che la forza della serie sia quella di raccontare le difficoltà dei giovani di oggi, schiacciati dalla crisi e da una società cinica e spietata. È per questo motivo che le sue protagoniste non fanno altro che maturare fallimenti, sia a livello lavorativo, che sessuale che relazionale in genere. Metà della gente che la segue definisce la creatura della Dunham una comedy amara ma incisiva, intelligente e disincantata. Uno spaccato di realtà che dà voce a una generazione oppressa. Per. Favore.SatisfactionI ventenni raccontati da Girls sono bambini che giocano a fare gli adulti, che si riempiono la bocca di nulla e non sfiorano neanche l’idea di potersi mettere in dubbio. Sono esseri egocentrici, ansiosi, sprezzanti e ridicolmente banali. Gente che esegue azioni senza neanche prendersi la briga di immaginarne le conseguenze, pronta a puntare il dito contro il destino avverso, il caso e l’ingiustizia divina, ingenuamente convinta che stia agli altri assumersi la responsabilità della loro vita. Sono personalità confuse, inermi, impacciate, bloccate nella loro immobilità dalla loro stessa pigrizia, così incapaci di vedere i propri difetti da farsene un vanto.

marnie-elijah-girlsIn questo circolo di fantocci vuoti, la fievole voce della ragione spetta ad Adam, love affair di Hannah, personaggio strambo, quasi psicotico e maniacale. L’unico a essere tanto profondamente saggio e sincero da risultare brutale, grezzo e insensibile. Possiamo forse dire l’unica vera sorpresa in una prima stagione quasi totalmente incentrata su Hannah e le sue immancabili scene di nudo. Sì, perché la signorina Dunham ci tiene a farci sapere che si sente “fortunata a non essere prigioniera dell’apparenza fisica come le sue colleghe di Hollywood”, che è orgogliosamente felice del suo corpo e non si vergogna di mostrarcelo in tutta la sua opulenta mollezza. Ecco quindi che gli audaci spettatori della seconda stagione si beccano già nel solo primo episodio ben tre entusiasmanti topless della suddetta.

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Ma in sostanza, quindi, perché seguire gli sviluppi di questa serie? Per lo stesso motivo per cui c’è chi ama i documentari sugli stercorari: è interessante vedere il peso di quanta merda ognuno di essi è in grado di sopportare.girls

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