Sigla! – True Blood

L’estate a Roma è dura. Al caldo soffocante di Milano puoi sempre rispondere rinchiudendoti in casa con il condizionatore a palla, ma a Roma come fai? Il mare è lì, vicino, presente, e ti chiama. E va a finire che WordPress rimane chiuso per più della solita settimanina. È anche vero che d’estate le serie finiscono o vanno in pausa. Le nuove uscite sono sempre un po’ sottotono o dei semplici riempitivi da cui non puoi certo pretendere più di tanto. D’estate il vero appassionato seriale ha un unico alleato: Torrent. Cosa puoi fare infatti, in mancanza dei soliti appuntamenti settimanali, se non buttarti nel grande e sempreverde recuperone?

Il recuperone è la mano santa di tutti quelli che ancora ci tengono ad avere un minimo di contatti con il mondo esterno e proprio non ce la fanno a stare dietro a tutte le serie che vorrebbero seguire. Anche perché c’è sempre qualcuno che ha visto quella determinata serie che “non è possibile che tu che parli tanto di telefilm non l’abbia vista!” Ecco appunto. Un esempio? True Blood. Sì, me l’ero persa. Sarà che dopo l’avvento di Twilight di vampiri proprio non volevo più sentire parlare. Però devo ammetterlo, True Blood è diverso. A cominciare dalla sigla:

Creata dagli stessi geni che hanno dato vita alla sigla di Dexter, forse a prima vista non si capisce perché, ma anche questa si è portata a casa una carrettata di premi. In realtà la sigla di True Blood, come la stessa serie, non è altro che un’allegoria. I protagonisti sono sì vampiri, ma questi sono solo un pretesto per  mostrare la difficoltà dell’accettazione del diverso da parte della società, qui rappresentata dal profondo Sud degli Stati Uniti.
Le immagini della sigla sono infatti il chiaro simbolo di una realtà ancora ancorata a vecchi valori, lontana dalla tecnologia, paludosa, esiliante e non ancora aperta alla modernità. Una realtà dove il credo religioso è molto molto forte e le diversità razziali ancora molto sentite, dove, all’alba degli anni Dieci il voodoo e i predicatori fanno ancora parte del quotidiano e le idee del Ku Klux Klan non sono mai state del tutto superate.

In quest’ottica, i vampiri che interagiscono con la città di Bon Temps sono la metafora del cambiamento, del progresso. Sono visti dai cittadini con un misto di paura, stupore, curiosità, proprio come una civiltà arcaica lo sarebbe di fronte alle innovazioni tecnologiche. La loro difficoltà a inserirsi nella società umana non è altro che una critica nei confronti della società americana, perenne focolaio di problemi razziali, difficoltà di socializzazione e integrazione.
La bellissima Bad Things di Jace Everett accompagna questo suggestivo excursus di immagini allegoriche, dai bambini che mangiano le bacche e si sporcano la bocca di rosso richiamando il sangue succhiato dai vampiri, alle scene più sensuali, specchio di emozioni umane estremizzate, dove non c’è controllo né una morale da seguire.

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2 thoughts on “Sigla! – True Blood

  1. Today, I went to the beach with my children. I found a sea
    shell and gave it to my 4 year old daughter and said “You can hear the ocean if you put this to your ear.” She placed the shell to her
    ear and screamed. There was a hermit crab inside and it pinched her
    ear. She never wants to go back! LoL I know this is totally off topic but
    I had to tell someone!

  2. Pingback: Sigla! – True Detective | Semiserial

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