New Girl

Un giorno qualcuno della Fox si sveglia e fa la sensazionale scoperta di avere a contratto questo pupazzotto tenero con tanto di faccino buffo e occhioni azzurri, pieno zeppo di autoironia e talento difficili da contenere. Un bambolotto castano portato alla ribalta da Jim Carrey con Yes Man, ma soprattutto da quel gioiellino indie amato da tutti che è (500) Giorni insieme.  Lo stesso qualcuno allora indice una riunione con i pezzi grossi per comunicare la sua grandiosa idea: “Perché non facciamo una serie che ha come personaggio principale Zooey Deschanel che tira fuori tutto il suo armamentario di cuteness, canzoncine stupide, e vestitini da bambola? I fan impazziranno.” E così è stato.

È quasi palese che New Girl nasca infatti come palcoscenico per le stralunate performance della sua eclettica protagonista. (Zooey è anche la voce femminile del duo She & Him, poco conosciuta band indie rock che non solo ha riportato in auge il tamburello, ma permea ogni canzone di quelle sonorità oldies che piacciono tanto ai nuovi hipster.) L’episodio pilota non lo nasconde e ci presenta quindi il personaggio di Jess (Zooey Deschanel), dolce e allegra maestra delle elementari, a colloquio con i suoi tre nuovi coinquilini maschi dopo che il fidanzato l’ha miseramente mollata per un’altra. Questo perché, lo scopriamo subito, la nostra protagonista è sì tanto carina e pucciosa, ma anche parecchio nerd, soprattutto con gli uomini. Praticamente una che, nonostante abbia tutte le cose al posto giusto, è talmente goffa e impacciata da non sapere dove mettere le mani. Troppo facile? Che vuoi fare, è dai tempi di Kiss Me che basta mettere un paio di occhiali a una per farla passare da sfigata. (no, l’occhiale da segretaria porno è un’altra storia) E ovviamente tutta la fase post-rottura non solo ci aiuta a conoscere meglio questo lato, ma anche tutta l’ingenuità e l’eccentricità di Jess che non solo accompagna ogni frase con piccoli motivetti automotivanti inventati al momento, ma affronta il dolore per la perdita occupando per giorni il divano in lacrime nella visione ininterrottamente ripetuta del DVD di Dirty Dancing.

Da qui in poi il copione avrebbe potuto essere già scritto: crei una situazione normale, fai vedere lei che reagisce in modo strambo e gli amici che prima la guardano allucinati e poi si fanno coinvolgere, per poi far finire tutto a tarallucci e vino. Un po’ The Nanny style, per intenderci. Quando una comedy ha il suo personaggio di punta funziona così. Per fortuna, gli autori hanno capito subito che questo meccanismo alla lunga avrebbe potuto rivelarsi monotono e hanno preso la decisione più saggia: rendere idioti anche i comprimari.

Ecco quindi che Nick (Jake Johnson), barista squattrinato inizialmente tratteggiato come la voce della ragione del gruppo, si rivela piano piano come il più jackass di tutti, tra depressioni alcoliche, relazioni assurde e mimiche facciali da meme assicurato, mentre Winston (Lamorne Morris), ex campione di basket, trova il suo ruolo nel fare il babysitter e il persecutore orale delle manie da metrosexual dell’amico Schmidt (Max Greenfield), donnaiolo in balia delle femmine nonché star indiscussa tra i fan dello show. A lui sono destinate le migliori battute e gli episodi più divertenti della serie, quasi a vero contraltare di Jess che comunque rimane sempre il pilastro attorno a cui girano tutti. E questa è l’ultima prova di un semplice inciso che dovrebbe essere scolpito nella pietra: a meno che non ti chiami Liz Lemon, non importa quanto tu possa sembrare cazzona, non raggiungerai mai i livelli di idiozia  dell’abbruttimento da uomo.

Una serie colorata e fresca questa, che ha saputo crescere di puntata in puntata migliorando le aspettative degli spettatori. Se inizialmente essere un fan della Deschanel sembrava un requisito indispensabile per poterla apprezzare, si è gradualmente dimostrato un mero “di più”. Ognuno dei personaggi ha trovato la sua dimensione e, a parte le storyline riguardanti Winston che sono oggettivamente un po’ meno interessanti, Schmidt e Nick la maggior parte delle volte sono bene capaci di rubare la scena a Jess con gag idiote che però riguarderesti all’infinito. Le scene corali poi sono il vero asso di spade in una serie che fonda le sue basi sul valore dell’amicizia senza inibizioni. Niente a che vedere con Friends o How I met your Mother purtroppo, ma qui stiamo parlando di fuoriclasse. Quello che è certo è che nel tabellone odierno delle comedy, la seconda stagione di New Girl è una di quelle che si aspettano volentieri.

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