American Horror Story – Murder House

Casa infestata dagli spiriti dei precedenti proprietari morti ammazzati: CHECK. Vicina di casa disturbata e disturbante che sa molto più di quello che vuol far credere: CHECK. Famiglia disfunzionale con marito infedele, moglie svegliona e figlia con spiccate tendenze suicide: CHECK, CHECK, CHECK. Insomma, già dai primi 10’ la nuova creatura di Ryan Murphy (sì, il nostro amico non fa solo show tutti balletti e sindromi premestruo) tira fuori un tris d’assi molto caro gli aficionados del genere horror.
Tutto tranquillo quindi se non fosse che, e chi ha avuto il piacere di seguire quell’apoteosi dello scompenso chiamata Nip/Tuck lo sa bene, il caro Ryan non è uno che ci va tanto leggero. Anche stavolta infatti decide di buttare nel calderone questo mondo e quell’altro: la ragazzina down onnipresente, gli inquietanti gemelli, lo scienziato pazzo, il fantasma inconsolabile, il mostro della soffitta, lo stupratore senza volto, gli emulatori serial killer, lo stalker sfigurato, l’amante psicotica e vendicativa, la strage dimenticata, perfino l’anticristo. Senza dimenticare l’eclatante quanto enigmatico WTF causato della comparsa a bomba della famosa Black Dahlia, buttata lì tra un omicidio e l’altro che un po’ di noir d’altri tempi fa sempre chic, e poi sfina. Insomma nelle 12 puntate totali che compongono la prima serie di American Horror Story se ne vedono di cose. E detto così uno potrebbe pensare: “Ecco, sarà sicuramente l’ennesima vaccata totale.” Eppure. Eppure AHS è uno di quei prodotti che fanno la differenza. Una serie che chiunque altro avrebbe creato come raccolta di storie dell’horror, sviluppata attorno ad un unico intreccio narrativo.

Qui l’esagerazione è cercata, voluta, pretesa. Nella casa degli Harmon non devi aver paura solo quando scendi le scale per la cantina, ma anche quando sali quelle per la soffitta, quando varchi la soglia della camera da letto, quando apri la porta del bagno. L’inquietudine dilaga, la follia si spreca, il disagio impera. American Horror Story è una vacca messa all’ingrasso sull’altare del parossismo emotivo. La sospensione dell’incredulità qui è merce più unica che rara. Non si pretende che tu ti metta alla ricerca di una qualsivoglia razionalità in una storyline che rifiuta ogni logica, sarebbe da folli. Il bluff è più che svelato, qui si gioca a carte scoperte. Eppure si continua a puntare sempre più alto con una corsa all’accumulo che non ha precedenti. In attesa che arrivi il tempo di “vedere” però, ci si allieta bellamente.

Il cast? Ha i suoi cavalli di battaglia (una su tutti la sempre eterea Jessica Lange che dirige impeccabilmente la sua Constance nella tempesta di chiaroscuri di un personaggio diviso tra pazzia, malvagità e tristezza), ma anche i suoi punti deboli (un Dylan McDermott sempre troppo sopra la righe per un personaggio così complesso e  combattuto come lo psichiatra nonché padre di famiglia, Ben Harmon). I colpi di scena e le ambiguità non mancano e tra i tanti cliché del genere spunta anche qualche bella trovata: è il caso della governante Moira, vista dalla dolce Vivian (Connie Britton) come vecchia, grinzosa, cieca, ma anche saggia e amorevole (Frances Conroy), e allo stesso tempo dall’adultero Ben come giovane, seducente, sfacciata e perfida (Alex Breckenridge).

Tutto molto avvincente e oscuro, ma questa inesorabile puntata al rialzo del grottesco doveva pur avere un epilogo. È così che si presenta il season finale della prima stagione: come un grosso sipario su un palco che, per dodici settimane, ha visto susseguirsi ogni genere di macabra assurdità. E la dodicesima puntata la parola “fine” la mette bella grossa. Basti pensare che lo stesso Murphy ha dichiarato che la seconda stagione godrà di nuovi personaggi e nuova ambientazione. Ah, a tal proposito, casomai qualcuno fosse interessato, mi permetto di segnalare che la Murder House è davvero in vendita. Accorrete numerosi.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...